Roma aveva oltre 46.000 condomini chiamati insulae, alti fino a 9 piani. San Gimignano contava 72 torri residenziali. Un viaggio nella storia millenaria dell'abitare.

Quando pensiamo ai grandi palazzi residenziali, immaginiamo costruzioni moderne. In realtà, i primi condomini della storia nacquero a Roma oltre duemila anni fa. Si chiamavano insulae — letteralmente "isole" — ed erano blocchi residenziali multipiano che ospitavano la maggior parte della popolazione urbana.
I numeri sono impressionanti. Sotto l'imperatore Settimio Severo (193-211 d.C.), Roma contava oltre 46.000 insulae contro appena 1.800 domus, le ville private dei ricchi. In sostanza, per ogni famiglia patrizia che abitava in una villa con giardino, più di venticinque famiglie vivevano ammassate in questi enormi caseggiati.
Le insulae potevano raggiungere altezze notevoli. Prima che Augusto imponesse un limite di 20,7 metri (equivalenti a circa 70 piedi romani), alcuni edifici superavano i 9 piani. Dopo i devastanti incendi che colpirono Roma, l'imperatore Traiano ridusse ulteriormente il limite a 17,75 metri (60 piedi romani).
La distribuzione degli spazi seguiva una logica opposta a quella odierna: i piani inferiori, più spaziosi e comodi, erano i più costosi e ambiti. I piani superiori, raggiunti da scale ripide e pericolose, erano destinati alle famiglie più povere. Al piano terra si trovavano le tabernae, botteghe e negozi affacciati sulla strada.
L'Insula dell'Ara Coeli, i cui resti sono ancora visibili a Roma sotto il Campidoglio, poteva ospitare fino a 380 persone in appartamenti di poche stanze, spesso senza acqua corrente ai piani superiori e senza cucina (si cucinava su bracieri portatili).
Le insulae erano costruite con materiali economici — spesso legno e mattoni crudi — e la qualità costruttiva lasciava molto a desiderare. Crolli e incendi erano all'ordine del giorno. Il poeta Giovenale, nelle sue Satire (Satira III), descriveva così la vita nelle insulae:
"A Roma viviamo per la maggior parte sostenuti da fragili puntelli: è così che l'amministratore rattoppa le crepe delle vecchie mura, e ci dice di dormire tranquilli sotto un tetto pronto a crollare."
Il Grande Incendio di Roma del 64 d.C., sotto Nerone, devastò intere zone proprio perché le insulae, costruite in legno e addossate le une alle altre, propagarono le fiamme con velocità devastante.
Facciamo un salto di mille anni. Nella Toscana medievale, il piccolo borgo di San Gimignano — oggi Patrimonio UNESCO dal 1990 — offre un altro esempio straordinario di come l'uomo abbia sfidato la verticale per abitare.
Nel periodo d'oro, tra il XII e il XIII secolo, San Gimignano contava fino a 72 torri, alcune alte oltre 70 metri. Le famiglie nobili le costruivano come simbolo di potere e prestigio: più alta la torre, più potente la famiglia. Ma servivano anche come fortezze difensive durante le faide tra guelfi e ghibellini.
Gli interni di queste torri erano tutt'altro che confortevoli per gli standard odierni. Le stanze misuravano circa 1 × 2 metri, con mura spesse fino a 2 metri — un dettaglio che, paradossalmente, le rendeva fresche d'estate e calde d'inverno, come una sorta di isolamento naturale ante litteram.
Oggi ne sopravvivono 13 o 14 (il numero varia a seconda dei criteri di conteggio). E dobbiamo ringraziare un paradosso storico per la loro conservazione: nel 1563, il Granduca Cosimo I de' Medici emanò un editto che proibiva qualsiasi spesa edilizia a San Gimignano. L'intenzione era punire la città, ma il risultato fu salvare le torri dalla demolizione. Nessuno poteva costruire, ma nessuno poteva nemmeno demolire.
La grande peste del 1348 aveva già fermato la crescita demografica del borgo, e l'editto di Cosimo I completò il congelamento. San Gimignano rimase cristallizzata nel tempo — ed è per questo che oggi possiamo ammirarla così com'era nel Medioevo.
Dalle insulae di Roma alle torri di San Gimignano, una cosa è chiara: il problema dell'abitare — come trovare spazio, come costruire in altezza, come bilanciare costo e qualità — accompagna l'umanità da sempre. I condomini moderni con i loro regolamenti, le spese condominiali e le assemblee turbolente non sono un'invenzione recente. Sono l'ultima evoluzione di una storia che dura da oltre duemila anni.
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