Le aste giudiziarie possono far risparmiare fino al 30-40% sul prezzo di mercato. Ma non è tutto oro: ecco cosa c'è da sapere prima di partecipare.

Periodicamente qualcuno ci chiede: "Ma comprare all'asta conviene davvero?". La risposta onesta è: dipende. Le aste giudiziarie immobiliari possono essere un'occasione eccellente — risparmi del 20-40% rispetto al mercato non sono rari — ma comportano anche rischi specifici che chi compra nel modo tradizionale non deve affrontare. Vediamo entrambi i lati della medaglia.
L'asta è una vendita forzata ordinata dal tribunale per soddisfare i creditori di un debitore insolvente. L'immobile pignorato viene messo in vendita pubblicamente e chi offre di più se lo aggiudica. Oggi la modalità più diffusa è quella "senza incanto" — spesso interamente telematica, gestita tramite piattaforme online.
Il percorso tipico è questo: si individua l'immobile consultando il portale pvp.giustizia.it o i siti specializzati. Si studia la perizia del CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio), un documento fondamentale che descrive lo stato dell'immobile, eventuali abusi edilizi, la situazione catastale e il valore stimato. Se si decide di partecipare, si deposita un'offerta insieme a una cauzione pari al 10% del prezzo offerto. Se ci sono più offerenti, parte una gara al rialzo.
Il prezzo base di un'asta è quasi sempre inferiore al valore di mercato. E se l'asta va deserta — cioè nessuno presenta offerte — il prezzo scende di un altro 25% al tentativo successivo. Si possono trovare immobili a metà del loro valore reale, e non è un'esagerazione.
Un altro vantaggio importante: il decreto di trasferimento emesso dal giudice cancella automaticamente ipoteche, pignoramenti e altre situazioni pregiudizievoli. L'immobile vi arriva "pulito" dal punto di vista dei gravami. Infine, diverse banche offrono mutui specifici per l'acquisto in asta, quindi il finanziamento non è un problema.
Il rischio numero uno è l'immobile occupato. Potreste aggiudicarvi una casa in cui vive ancora il debitore esecutato o, peggio, un inquilino con un contratto di locazione. La liberazione può richiedere mesi, a volte anche un anno, e nel frattempo voi siete proprietari di un immobile che non potete usare.
Poi c'è la questione dello stato dell'immobile. Non sempre è possibile visitarlo prima dell'asta: vedrete le foto della perizia e, se avete fortuna, otterrete un accesso dal custode giudiziario. Ma tra la perizia (che può risalire a mesi o anni prima) e la realtà, a volte c'è un abisso.
Se la perizia segnala abusi edilizi, la regolarizzazione è a carico vostro. E non dimenticate i costi aggiuntivi: al prezzo di aggiudicazione vanno sommate le imposte di trasferimento, il compenso del professionista delegato e, se l'immobile è in condominio, eventuali spese condominiali arretrate che potreste dover coprire.
Primo: leggete la perizia del CTU parola per parola. È il documento più importante di tutta la procedura. Se segnala problemi — e spesso lo fa — valutate attentamente se il risparmio sul prezzo giustifica i rischi.
Secondo: se possibile, visitate l'immobile. Il custode giudiziario è tenuto a organizzare le visite su richiesta.
Terzo: fissatevi un budget massimo prima della gara e rispettatelo. Nella foga della competizione è facilissimo lasciarsi trascinare e pagare più del dovuto, vanificando il vantaggio dell'asta.
Quarto: calcolate tutti i costi. Al prezzo di aggiudicazione aggiungete almeno il 15-20% per imposte, costi di procedura ed eventuali lavori.
Quinto: fatevi assistere. Un avvocato o un consulente specializzato in aste costa qualche centinaio di euro ma può risparmiarvi problemi da decine di migliaia.
Le aste non sono un canale per chi ha fretta o per chi vuole comprare "senza pensieri". Sono per chi è disposto a studiare, ad aspettare, a prendersi un rischio calcolato. Se rientrate in questa categoria, le opportunità ci sono eccome — soprattutto nelle province come la nostra, dove le aste deserte non sono rare e i prezzi possono diventare davvero interessanti.
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