Case larghe meno di 2 metri, costruite per vendetta o dispetto ai vicini. Dal Sam Kee Building di Vancouver alla Fetta di Polenta di Torino, le storie più incredibili.

Immaginate di essere così arrabbiati con il vostro vicino di casa da costruire un edificio intero per fargli dispetto. Sembra assurdo, eppure è successo più volte nella storia. Si chiamano spite house — letteralmente "case di dispetto" — e sono edifici costruiti con il solo scopo di infastidire qualcuno: bloccare la vista, togliere la luce, impedire il passaggio, o semplicemente provocare irritazione.
Il fenomeno, documentato dal XVIII secolo in poi, ha prodotto alcune delle strutture più bizzarre del pianeta.
A Vancouver, in Canada, si trova uno degli edifici più stretti del mondo. Il Sam Kee Building, costruito nel 1913, è largo appena 1,5 metri (4 piedi e 11 pollici) ed è riconosciuto dal Guinness World Records.
La storia: il commerciante cinese Chang Toy possedeva un lotto su Pender Street. La città di Vancouver gli espropriò la maggior parte del terreno per allargare la strada, lasciandogli una striscia di terra così sottile che tutti la ritenevano inutilizzabile. Chang Toy, per dispetto alle autorità, ci costruì sopra un intero edificio commerciale — e il Sam Kee Building è ancora lì, perfettamente funzionante, a più di un secolo di distanza.
A Boston, nel quartiere di North End, sorge la Skinny House, costruita nel 1874. La leggenda racconta che due fratelli ereditarono un terreno dal padre. Mentre uno era via per il servizio militare, l'altro costruì una grande casa occupando quasi tutto il lotto.
Al ritorno, il fratello furioso costruì una casa sottilissima nello spazio rimasto — abbastanza alta da bloccare la luce solare e la vista dall'abitazione dell'altro. La Skinny House, larga circa 3 metri nel punto più ampio e solo 1,8 metri nel punto più stretto, è ancora abitata e nel 2021 è stata venduta per 1,25 milioni di dollari.
L'Italia ha il suo contributo al mondo delle spite house, e non è da poco. La Casa Scaccabarozzi, meglio conosciuta come "Fetta di Polenta", fu costruita a Torino nel 1840 dall'architetto Alessandro Antonelli — lo stesso genio che progettò la Mole Antonelliana.
I numeri sono impressionanti:
Al pianterreno ospitava il Caffè del Progresso, storico ritrovo di carbonari e rivoluzionari risorgimentali. L'edificio ha resistito all'esplosione della polveriera di Borgo Dora (1852), al terremoto del 1887 e ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale — una resilienza degna del suo creatore.
Nel 2015, a Londra, la signora Zipporah Lisle-Mainwaring diede una nuova interpretazione al concetto di spite house. Dopo che i vicini avevano bloccato i suoi piani di ristrutturazione per una townhouse da 15 milioni di sterline a Kensington, la proprietaria fece dipingere l'intera facciata a strisce rosse e bianche, trasformando l'elegante casa georgiana in un edificio che sembrava uscito da un circo.
La battaglia legale arrivò fino alla High Court, con costi complessivi stimati in 1 milione di sterline. Il caso divenne un simbolo delle dispute immobiliari tra vicini nel quartiere più costoso di Londra.
Anche la Sicilia ha la sua spite house: la Casa del Dispetto a Petralia Sottana, in provincia di Palermo. Larga poco più di 1 metro nel punto massimo, fu costruita per fare un affronto al vicino. È considerata una delle case più piccole del mondo e, secondo alcune fonti, la più piccola d'Italia.
Le spite house dimostrano che l'immobiliare e le emozioni umane sono sempre state intrecciate. Rabbia, invidia, orgoglio e rivalità hanno prodotto strutture che, per ironia della sorte, sono diventate attrazioni turistiche e monumenti architettonici. Alcune di queste case, costruite per infastidire, oggi valgono milioni.
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